Dal 31 marzo 2026 si apre una fase cruciale per le imprese interessate al Bonus ZES: parte, infatti, la finestra per inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione necessaria a “prenotare” il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.
Si tratta del primo passo operativo per accedere all’agevolazione relativa agli investimenti effettuati nel 2026. Un’opportunità interessante, soprattutto per chi sta programmando interventi importanti, ma che richiede attenzione su requisiti, localizzazione degli investimenti, tipologia dei beni e corretta gestione degli adempimenti.
Le scadenze da segnare
Le imprese devono trasmettere la comunicazione tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026.
In questa fase vanno indicati:
- gli investimenti già effettuati dal 1° gennaio 2026
- quelli che si prevede di completare entro il 31 dicembre 2026
È importante chiarire un punto: questa non è ancora la fase di utilizzo del credito, ma solo quella di prenotazione.
La misura, introdotta nel 2023 e rifinanziata dalla Legge di bilancio 2026 per il triennio 2026-2028, trova oggi applicazione concreta grazie al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, che ha definito modelli e istruzioni operative.
Cos’è il Bonus ZES (in concreto)
Il Bonus ZES è un credito d’imposta destinato alle imprese che investono in beni strumentali all’interno della ZES unica del Mezzogiorno.
Per il 2026:
- sono agevolabili gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre
- il limite massimo è di 100 milioni di euro per progetto
- non sono ammessi investimenti inferiori a 200.000 euro
L’obiettivo è sostenere lo sviluppo produttivo nel Sud Italia, incentivando:
- nuovi insediamenti
- ampliamenti
- potenziamenti di strutture esistenti
Attenzione però: non tutte le spese rientrano automaticamente. È necessario che l’intervento rientri in un progetto di investimento iniziale, secondo le regole europee sugli aiuti di Stato.
Dove e chi può beneficiarne
Possono accedere le imprese che investono in strutture produttive situate nelle regioni della ZES unica:
- Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
- alcune aree di Abruzzo
- dal 2026 anche aree ammissibili di Marche e Umbria
Non tutte le imprese sono ammesse. Restano escluse:
- imprese in liquidazione o scioglimento
- imprese in difficoltà secondo la normativa UE
- settori come agricoltura primaria, pesca e acquacoltura (che seguono regole diverse)
Quali investimenti sono agevolabili
Rientrano nel beneficio gli investimenti in:
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi
- beni destinati a strutture produttive esistenti o di nuova realizzazione
Sono inclusi anche:
- acquisto di terreni
- costruzione o ampliamento di immobili strumentali
Ma con un limite importante: terreni e fabbricati non possono superare il 50% del valore complessivo dell’investimento.
È possibile utilizzare anche il leasing, purché rispetti i requisiti previsti. In ogni caso, il punto centrale è che i beni devono essere effettivamente strumentali all’attività produttiva.
Come funziona la prenotazione (e cosa succede dopo)
Il primo step è quindi la comunicazione entro il 30 maggio 2026.
Per arrivare preparati, è utile organizzare:
- elenco degli investimenti
- fatture e documentazione
- verifica della localizzazione
- inquadramento corretto del progetto
Ma il percorso non finisce qui.
Tra il 3 gennaio e il 17 gennaio 2027 dovrà essere inviata una comunicazione integrativa, con cui l’impresa conferma gli investimenti effettivamente realizzati.
È in questo momento che il credito si consolida, sulla base delle spese sostenute e correttamente documentate. Diventa quindi fondamentale garantire:
- tracciabilità delle operazioni
- coerenza contabile
- certificazione delle spese ammissibili
Quando si utilizza il credito
Un errore comune è pensare che dal 31 marzo 2026 si possa già utilizzare il credito.
In realtà:
- il 31 marzo segna solo l’avvio della comunicazione
- l’utilizzo avviene solo dopo la comunicazione integrativa del 2027
A quel punto, il credito potrà essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, utilizzando il codice tributo 7034 e i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Perché è importante pianificare bene
Il Bonus ZES può rappresentare un vantaggio fiscale molto significativo, soprattutto per investimenti di medio-grandi dimensioni.
Tuttavia, per sfruttarlo davvero, non basta sostenere la spesa: serve un lavoro accurato su più fronti:
- corretto inquadramento normativo
- rispetto della disciplina europea sugli aiuti
- gestione documentale e contabile
- compilazione precisa delle comunicazioni
In altre parole, è un’opportunità concreta, ma da gestire con metodo e attenzione fin dall’inizio.
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Il Team di FiscoGreen
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